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Proctologia: Sangue nelle feci e dolore anale. Emorroidi e ragade anale

 Di - Fri, 16 Nov 2012 08:03

Il plesso emorroidario è un sistema vascolare formato da cuscinetti venosi posti a livello dell'ano-retto, distinti tipicamente in due fila: plesso emorroidario emorroidario interno, ricoperto dall'epitelio squamoso proprio dell'ano, e plesso emorroidario esterno, ricoperto dall'epitelio di transizione ano-cutaneo. La patologia o malattia emorroidaria è caratterizzata primariamente dalla ectasia o dilatazione di questi cuscinetti venosi.

La patologia emorroidaria è estremamente frequente, colpendo maggiormente il sesso maschile: si sostiene che circa il 60% della popolazione generale al di sopra dei 45 anni abbia sofferto o soffrirà di sintomi correlati alla malattia emorroidaria. Nonostante l'elevata frequenza ed impatto sociale di questa patologia, le cause non sono ancora del tutto chiare,avendo i ricercatori proposte diverse teorie, nessuna conclusiva. Sicuramente una debolezza intrinseca dei tessuti si sostegno, anche dovuta ad una predisposizione individuale, porti ad un prolasso del plesso emorroidario interno che, associato ad una iperplasia venosale (formazione di nuove vene) ed aumentate pressioni intraddominali (stipsi con sforzi evacuatori ripetuti, gravidanza, cirrosi epatica con ipertensione portale, masse pelviche, etc), comportano la dilatazione patologia di questi cuscinetti.

La sintomatologia caratteristica è caratterizzata da sanguinamento post-evacuatorio immediato, rosso vivo, autolimitante in breve tempo, per fissurazione di uno o più di questi gavoccioli, perdita di muco o sietosità dall'ano, prurito, sintomi da ingombro ano-rettale con associato o meno senso di incompleta evacuazione con evacuazioni ripetute nel corso della giornata. In caso di trombosi di un gavocciolo emorroidario, la sintomatologia tipica sarà dolore continuo durante la giornata esacerbato dalla defecazione, tenesmo e sanguinamento con protrusione di un gavocciolo duro dall'ano.

La malattia emorroidaria ha una tendenza evolutiva, generalmente definita in 4 gradi si gravità:



  • Grado I: congestione del plesso emorroidario interno, visibile solo all'esame proctoscopico o apprezzabile all'esplorazione rettale, meglio se sotto ponzamento

  • Grado II: fuoriuscita di uno o più gavoccioli emorroidari dall'ano in seguito allo sforzo evacuatorio, al termine del quale rientrano

  • Grado III: Fuoriuscita di uno o più gavoccioli, anche circonferenzialmente, in seguito allo sforzo evacuatorio, che rientrano solo grazie al riposizionamento manuale

  • Grado IV: prolasso emorroidario completo e stabile al di fuori del canale anale

La trombosi emorroidaria, che non rientra in questa classificazione, si innesta su queste basi patologiche, a causa di un ostacolo immefiato al deflusso sanguigno per vrie cause. iI tempi evolutivi di questa malattia sono quanto di più variabile, da qualche anno a qualche decennio, rimanendo spesso stabile per anni o precipidando in poche settimane o mesi come nel caso delle donne in gravidanza.



I primi gradi della malattia si giovano di una terapia conservativa o approcci terapeutici ambulatoriali, mentre le fasi più avanzate e complicate necessitano di un intervento chirurgico in sala operatoria. Gli interventi che più frequentemente vengono proposti sono l'emorroidectomia (escissione dei gavoccioli patologici) e la prolassectomia (resezione e riposizionamento del prolasso emorroidario), ognuno con delle indicazoni e dei limiti ben precisi che, se eseguiti da mani esperte, conseguono dei risultati eccezionali con un dolore post-operatorio minimo.

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